Chiesa Parrocchiale pag 3

In tale periodo venne capovolto infatti l’orientamento della chiesa con la costruzione di un nuovo coro a levante sovrapassando la strada mulattiera esistente con la realizzazione di un grosso pilastro posto sull’argine del rio Cassaluvo, e realizzando, con la demolizione della vecchia abside, una nuova facciata a ponente che venne completata con l’intonaco e le decorazioni a stucco su progetto del Sig. Angelo ARDISSONE, che eseguì anche i lavori per un compenso preventivato nel 1856 di Lire 3100.

Il progetto venne inviato all’approvazione del Vescovo Mons. Raffaele Biale che lo sottopose all’esame dell’Ing. MASSA il quale propose alcune modifiche che però non furono accolte per “imponenti circostanze locali”.

Sulla facciata spicca, oltre alla già citata pietra con l’Agnello, la scena in stucco della caduta di Simon Mago alla presenza di San Pietro e, sul frontone, alcune statue sempre in stucco raffiguranti San Pietro, San Paolo ed altri santi.
I lavori di ristrutturazione furono iniziati dal MARVALDI che però non li portò a termine, infatti nei libri dei conti della chiesa relativi agli anni 1770/1818 si rileva che in tal periodo i lavori furono condotti da Mastro Pietro VIZIANO di Alassio “Fabro murario” che completò la costruzione del nuovo coro, e realizzò il rialzo dei muri perimetrali, la formazione della volta (prima inesistente), il rifacimento del tetto, delle cappelle laterali con gli altari, e del pavimento, per un compenso preventivato di Lire 8300.

Il sagrato, con vari disegni illustranti particolari della vita di San Pietro o suoi attributi, venne realizzato, sempre da Mastro Pietro VIZIANO coadiuvato dai Maestri Andrea GILARDI e Antonio ZANINI, sull’area del vecchio cimitero e porta la data 1818 (il compenso per tale lavoro fu di Lire 6 per ciascuna cannella).A seguito di tali lavori di ristrutturazione i Fabbriceri richiesero a Mons. Raffele Biale, vescovo di Albenga, la nuova consacrazione della chiesa che fu fatta il 5 giugno 1842 in occasione della sua visita Pastorale, e ne deliberarono l’iscrizione su una lapide in marmo che attualmente nonè più stata rinvenuta.
La chiesa parrochiale di San Pietro di Diano era la chiesa capo e matrice di tutta la giurisdizione di Diano, come risulta da un Decreco Pontificio del 21 giugno 1375(Riv. Ing. Int. Anno XII -1957 n° 1-3), e tutti i Parroci di detta giurisdizione erano tenutia recarsi in detta chiesa il Sabato Santo per assistere alle funzioni battesimali che vi si facevano.

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